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filosofia |
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Fotografo dal 1996, ovvero da quando poco più che ventenne "per caso" scoprii l'esistenza di macchine fotografiche che avevano strane ghiere da girare, indicatori da bilanciare e leve da ricaricare. Far conoscenza con questi strani fattori, mi offriva un'opportunità che andavo cercando da un pezzo... Poter dare una visione personale e di conseguenza personalizzabile della realtà. Realtà che appunto da quel momento ho iniziato a filtrare attraverso un obiettivo e a raccontare per immagini. Inizialmente da appassionato autodidatta, ho sperimentato gli strumenti che la fotografia mette a disposizione di chiunque abbia voglia di immergersi nel magico mondo della Luce. Giocare con i diaframmi e l'otturatore, con le pellicole e gli obiettivi, con l'ingranditore e gli acidi ieri, con un computer e dei software oggi, all'apparenza mira alla realizzazione di fotografie, ma in definitiva conduce alla conoscenza di se stessi. E' un viaggio che per forza di cose ti porta a scoprire quello che ti interessa o meno, cosa vuoi dire e cosa vuoi tacere. Ti espone all'esplorazione del tuo personale concetto di bello e di brutto. Ti fa prendere una posizione, un punto di vista. Perchè alla base di tutto la fotografia è scegliere. E ti educa a scegliere. Guardare attraverso un obiettivo significa includere delle cose ed escluderne altre, significa raccontare questo ma non quello. Il mirino della macchina fotografica è la cornice della visione. Rappresenta il confine nel quale il fotografo recinta il suo mondo. Per conoscerlo. Per raccontarlo. Per condividerlo. Molti amano citare l'origine greca della parola fotografia, traendo spunto dal significato letterale del termine. Ovvero "scrivere (grafia) con la luce (fotos)". Il punto è che spesso si tende a credere (o forse dovrei dire confendere!) che la Luce di cui avrebbero potuto parlare i Greci fosse quella del Sole. Oppure, letta in chiave moderna, quella di un flash o di una lampada. A me piuttosto pare di aver compreso, ma è possibile che siano anche farneticazioni personali, che più di ogni altra fonte luminosa, intendessero che l'unica Luce con la quale è possibile scrivere, è quella che ci appartiene nel profondo. Che dal profondo nasce. Che nel profondo deve essere esplorata. Ed è di questa Luce che, per mio conto e mio malgrado, cerco di essere un buon narratore... |
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